Storica W per i Nets, il buzzer beater di Kobe, balletti e battibecchi per LeBron
Notte movimentata e agitata, con singolari balli e conseguenti battibecchi, nel ricco menù NBA. Che ha regalato diverse sorprese, come la netta vittoria dei Memphis Grizzlies sui Dallas Mavericks, travolti dal trio Mayo-Randolph-Gay, 67 punti in tre e una brillantezza sconosciuta a Nowitzki (solo 16) e compagni. O come il successo esterno dei New York Knicks orfani di Danilo Gallinari, che passano 114-107 sul campo degli Atlanta Hawks, la squadra fino a ieri più calda della Lega.
Se parliamo di sorprese, però, la Notizia della serata arriva da East Rutherford, dove - clamoroso ma vero - i derelitti New Jersey Nets si prendono i riflettori per la prima volta in stagione dopo le ormai celeberrime diciotto sconfitte consecutive (leggi qui). A passare alla storia, come la prima squadra piegata dai perdenti, sono i Charlotte Bobcats, sconfitti 97-91 all'Izod Center. Un segno del destino, forse, se consideriamo che l'ultima W dei Nets, parliamo ovviamente della scorsa stagione, arrivò sempre contro i Bobcats, che evidentemente stimolano particolarmente New Jersey. Grande festa per Kiki Vandeweghe, che feswteggia il battesimo da coach con una vittoria a dir poco opportuna dopo lo 0-18 iniziale. A girare la ruota ci hanno pensato le grandi performance di Brook Lopez (31 punti, 14 rimbalzi) e dell'ex Magic Courtney Lee, passato dalle stelle alle stalle nel giro di pochi mesi e tornato a ruggire con il suo hig stagionale da 27 punti. Quattro dei quali aprono il parziale decisivo a poco più di centoventi secondi dal gong, inaugurando la prima danza stagionale sulla panchina fino a ieri ammutolita dei New Jersey Nets. Che devono ringraziare la complicità di Charlotte, incapace di gestire il +8 maturato nel terzo quarto mandando su tutte le furie coach Larry Brown, che si aspetta una pronta e convincente risposta stanotte contro i suoi ex Philadelphia 76ers.
A proposito di danze e balletti, la nottata di Cleveland hanno mostrato un LeBron James in splendida forma, dentro e fuori dal parquet. Dopo aver condotto tranquillamente i suoi Cavaliers all'undicesima vittoria nelle ultime tredici gare ai danni dei Chicago Bulls, LBJ ha dato libero sfogo alle sua notevoli abilità da ballerino divertendosi come un bambino mentre il suo pubblico lo osannava. L'unico a non gradire i passi del Prescelto - non offensivi verso i Bulls ma semplicemente parte integrante del personaggio - è stato Joakim Noah, che durante una gita in lunetta del 23 ha lasciato andare qualche parola di troppo scatenando il risentimento di James. Che ha preso la targa del francese, su cui si alla prima occasione si abbatterà la tempesta di fuoco di un giocatore capace di tutto. Ed è bene ricordarlo.
Il finale è tutto per l'altro essere illegale della Lega. Quello che porta il numero 24 dei Los Angeles Lakers. Con i suoi sotto di due contro i Miami Heat a tre secondi dal gong, Kobe Bryant ha preso palla dalla rimessa, resistito alla pressione di due difensori e trovato lo spazio per il buzzer beater dall'arco in controtempo davanti alle braccia di Dwayne Wade. Risultato ampiamente prevedibile: canestro (di tabella) e vittoria Lakers, saliti in vetta grazie al quindicesimo successo su diciotto incontri.
05 / 12 / 2009
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