Roma vince a Milano ma Siena può dormire sonni tranquilli
Vince Roma, perdono Milano e il basket
italico, che trova l'ennesima conferma circa l'assenza di un'antagonista -
quantomeno presentabile - alla cavalcata del Montepaschi
verso il quinto tricolore della propria storia. Non tanto per il pessimo
livello di pallacanestro offerto, quanto maggiormente per le clamorose
debacle mentali e tecniche mostrate dalle due squadre. Designate
unanimemente da inizio stagione come le più serie candidate al ruolo di
anti Siena.
Certo che la Lottomatica torna a casa
felice e soddisfatta, almeno per aver allungato a due la mini striscia
di vittorie in trasferta dopo quella centrata a Teramo. Tuttavia bastava
scrutare il volto tirato e irato di Matteo Boniciolli a fine partita per capire che
martedì a Viale Tiziano qualche muro tremerà. Innanzitutto per
l'incomprensibile approssimazione con la quale i giocatori capitolini
hanno concluso il match del Forum, quando sopra di undici punti e in
totale controllo a pochi minuti dal gong finale hanno permesso all'AJ di rientrare molto più per
demeriti propri che lodi altrui (vedi palle gentilmente recapitate nelle
mani milanesi e rimesse al limite dell'imbarazzo). Fortunatamente per
loro tutto ciò non ha inficiato il successo finale, anche perchè di
fronte c'era una squadra generosa ma con evidenti limiti di gioco, di
gerarchie e di uomini, poichè con il ko di Petravicius (dall'altra parte Roma non ha Hutson, che dopo il riscaldamento dà forfait), Piero Bucchi è stato
costretto a poggiare l'intero gioco in area sul solo Mason Rocca, come
sempre superlativo per impegno e abnegazione, qualità accompagnate oggi da cifre considerevoli (16 punti e 9 rimbalzi con 8/10 dal campo).
Il problema principale di Milano è però
la sua struttura, che prevede giocatori come Mike Hall e Stefano
Mancinelli, perfetti come gregari di lusso capaci di spezzare gli
equilibri in determinati momenti della partita, fuori posizione nel
ruolo di perni offensivi, specie quando si ritrovano contemporaneamente
sul parquet. E se un sorriso viene almeno dal ritorno in campo di Morris
Finley e da un'altra gara a tutto tondo del capitano Marco Mordente (il
migliore in campo con 16 punti, 7 rimbalzi, 4 recuperi e la consueta
applicazione da manuale del basket in difesa) resta l'amaro in bocca per
il risultato finale maturato nonostante dodici tirati tentati e nove
rimbalzi catturati in più degli avversari, doppiati pure alla voce assist
(15-8 AJ il conto).
L'amaro diventa pugno in pieno stomaco al termine di una prolungata abbuffata culinaria se si torna all'undicesimo minuto di gioco,
quando il tabellone del Forum recitava Milano-Roma 26-8! Un vantaggio
frutto del gioco in scioltezza dei padroni di casa, estremamente
facilitato dallo sconsiderato approccio della Virtus, a conferma appunto
della fragilità di una squadra che nonostante tocchi a volte vette affine al
sublime tende regolarmente a sciogliersi e voltare sistematicamente le
spalle alla continuità. La resa anticipata ospite si cancella improvvisamente negli ultimi otto minuti del secondo quarto, con Dragicevic e Giachetti a martellare il canestro lombardo per il 14-1 che riporta Roma a contatto, prima del soprasso giunto proprio sul finire del tempo. Ci si aspetta la reazione milanese e invece sono ancora i giallorossi a menare le danze con Vitali e l'ala serba a colpire dall'arco (da notare che la Virtus tira più da tre che da due, rispettivamente 29 e 26 i tiri provati) mentre a metà dell'ultimo quarto le triple di Datome e Giachetti sembrano timbrare definitivamente i due punti. Non è così, perchè è la stessa Roma a favorire il rientro avversario, con attacchi indegni di tale nome e più di un occhio voltato al cronometro invece che al campo. Non propriamente un atteggiamento da grande squadra. L'Armani allora si infila nel varco e torna vicino con i liberi di Sani Becirovic (0/6 dal campo per 4 punti in 18') e i canestri rimediati in area da Rocca mentre Mordente ringrazia Winston per l'assist del -1. Lì inizia la ruota dei liberi, con Winston che non sbaglia e De La Fuente che ne realizza 1/2 per il 66-64. Tanto basta perchè il disperato tentativo milanese si spegne sul tentativo di Mordente che, attirati due marcatori su di sè, scarica la palla direttamente nelle mani di Luca Vitali, l'ex tanto atteso quanto fischiato, che pochi secondi prima aveva infilato allo scadere dei 24'' il canestro rivelatosi poi decisivo. Con particolare dedica ai suoi numerosi detrattori. 25 / 04 / 2010
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