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Gli arbitri contro la Fip, sciopero dal 26 maggio

Dopo l'avvertimento diffuso nei giorni scorsi gli arbitri italiani tornano a farsi sentire annunciando uno sciopero, che se confermato avrebbe del clamoroso. Bersaglio della protesta è la Federazione, che ha scavalcato l'Aiap decidendo, e imponendo, il nome del Commissario Straordinario del CIA, mandando su tutte le furie i signori in grigio. Che si tutelano come possono, proclamando cioè uno sciopero a partire dal 26 maggio. A seguire il comunicato diffuso dall'Aiap.

In primo luogo, non comprendiamo le motivazioni per le quali si sia voluto nominare un Commissario Straordinario dal 1° luglio, data in cui si era raggiunto l'accordo di votare il nuovo Presidente del CIA, dal momento che fino a quella data è nei suoi pieni poteri Alessandro Teofili. La nomina di un Commissario Straordinario è dovuta a ragioni serie ed improcrastinabili e non la si rinvia ad una data successiva.

Detto questo ci chiediamo, poi, come possa un Commissario Straordinario decidere le promozioni e le retrocessioni degli arbitri, raduni, programmazioni tecniche ecc ecc.visto che non è a conoscenza dei sistemi di valutazione, dei criteri e di tutto ciò che riguarda le disposizioni annuali emanate per gli arbitri.
Si vuole associare l'AIAP allo scandalo Baskettopoli e quindi negare agli arbitri il diritto di poter eleggere i propri vertici, quando invece implicati in questa vicenda ci sono 50 persone contro 7.000 tesserati CIA puliti e senza macchia alcuna. Fermo restando che le persone indagate sono innocenti fino a prova contraria. La giustizia sportiva, probabilmente, a breve deferirà i tesserati, i quali saranno giudicati dagli organi federali. I tempi della giustizia sportiva sono notoriamente brevi e si arriverà presto ad una soluzione. Non ci sembra, pertanto, un valido motivo per invalidare le elezioni del CIA.
Esistono due comunicati ufficiali piuttosto eloquenti della Federazione:

Il primo del 7 gennaio c.a. in cui l'allora commissario straordinario Dino Meneghin incontrava i vertici AIAP e prendeva come precisi impegni di sottoporre in Consiglio federale, appoggiandola, la proposta Aiap di far eleggere dagli arbitri il presidente del Comitato Italiano Arbitri, di nominare un presidente dello stesso Comitato Italiano Arbitri fino al 30 giugno 2009 per permettere, entro fine stagione agonistica, le modifiche del regolamento in modo da garantire e gestire le procedure elettorali del nuovo presidente del CIA.

Il secondo è quello del 25 febbraio 2009, quello della famosa cena notturna con il Presidente Meneghin che ha chiamato il Presidente dell’AIAP Tola con urgenza a Roma, il 24 febbraio in tarda serata per cercare di revocare lo sciopero, in cui si legge: "Pertanto entro il 30 giugno 2009 saranno apportate modifiche al regolamento del omitato Italiano Arbitri (CIA) per permettere l'elezione diretta del Presidente CIA, su candidati condivisi dalla Fip, direttamente da parte degli arbitri stessi".

Era stato poi già raggiunto nel mese di aprile l'accordo sul Regolamento elettivo e sulle modifiche agli altri Regolamenti con la Commissione Carte Federali per andare a votare a fine giugno.
Fra gentiluomini, la parola data ha un peso importante e qui, oltre alle parole, sono state messe per iscritto delle dichiarazioni d'intenti inequivocabili.
Come Consiglio Direttivi AIAP ci siamo comportati in modo corretto nel revocare, contro il volere della maggior parte degli arbitri italiani, lo sciopero di febbraio, dopo la cena avuta tra Tola, Meneghin e il Segretario Federale, in cui avevamo ricevuto chiare rassicurazioni sull'elezione a giugno dei nostri vertici, aiutando la Federazione in un momento delicato; ora, invece, quelle promesse sono sparite nel nulla. Ci saremmo aspettati, visto il rapporto di collaborazione instaurato negli ultimi mesi col Presidente Federale, un incontro o quantomeno una telefonata per preannunciarci che era intenzione del Consiglio Federale commissariare il CIA ed invece nulla di tutto ciò.
Addirittura è stato scelto e imposto il nome del Commissario, senza alcuna consultazione, anche informale, con i vertici AIAP. Ci siamo visti arrivare una comunicazione ufficiale che azzera i nostri diritti;
si sta cancellando con un colpo di spugna un nostro diritto, perchè si tratta sostanzialmente di eleggere i nostri rappresentanti, non si sta chiedendo nient'altro che ciò.

Per tutte queste ragioni, gli arbitri italiani di pallacanestro sono più che mai arrabbiati per la leggerezza con cui si continuano a trattare i problemi del mondo arbitrale.
Il commissariamento di un organo tecnico come il C.I.A. dimostra ancora una volta che non si vuol capire che la politica e la tecnica sono materie diverse.
Ribadiamo che il nostro volere è l'elezione diretta del Presidente del C.I.A., affermando un diritto che è stato il Presidente del CONI, Dott. Petrucci, a conferirci per iscritto e di cui la FIP e il suo Presidente è ben a conoscenza.
Ciò detto, confermiamo lo stato di agitazione a partire dalle gare di play off del 26 maggio.

Consiglio Direttivo AIAP

21 / 05 / 2009





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