Eurolega - La finale è Barcellona-Olympiakos Barcellona-Olimpiakos è la finale di Eurolega 2010. Esito previsto, prevedibile ma tutt'altro che scontato. Per eventuali informazioni chiedere ai greci, che solo dopo aver sconfitto tanti spettri sono riusciti a superare il Partizan Belgrado (83-80) in una semifinale dai continui colpi di scena. Più lineare invece il successo del Barcellona, sempre avanti e in totale controllo contro il Cska Mosca di un grande Ramunas Siskauskas. Un asso che da solo non può inficiare la splendida macchina guidata da Xavi Pascual, che domani sera (diretta SportItalia ore 21) si giocherà il trono d'Europa contro l'altra gigante del lotto, quell'Olimpiakos che dopo tredici anni torna a conquistare l'ultimo atto continentale. BARCELLONA-CSKA MOSCA 64-54 (guarda il tabellino)Ad aprire le Final Four parigine sono state Barcellona e CSKA Mosca, con gli spagnoli finalmente favoriti dopo tante stagioni a rincorrere l'armata rossa capeggiata da Ettore Messina. Ma oltre a quest'ultimo il Cska attuale ha perso tante frecce del sontuoso arco che fu, tanto che sul report di gara si trovano solo sei giocatori a referto, con i soli Siskauskas (passano gli anni ma il lituano resta uno dei totem continentali) e Langdon a scavallare oltre quota 10. Meriti indubbi della difesa blaugrana, che tiene i russi sotto quota 60 concedendo un misero 30% dal campo. Navarro e compagni fanno poco meglio (37%) ma rimediano alla pessima mira da fuori (6/24) con una buona regolarità in area (17/32) al contrario degli avversari che combinano pasticci ovunque (6/26 dall'arco, 16/42 da sotto). Eppure la partenza aveva lasciato sperare i ragazzi si Pashutin, capaci di imbrigliare l'attacco atomico del Barca, che si sblocca con Pete Mickael (8) dalla lunetta prima di scavare un piccolo margine nel secondo quarto con Navarro (10) e Fran Vasquez (11). Avanti di otto all'intervallo, i catalani hanno controllato senza troppi patemi il tentativo di rientro del Cska - ispirato, orchestrato e provato da un fantastico Siskauskas - colpito definitivamente dalla tripla dell'ex Erazem Lorbek che, con la decisiva complicità di Ricky Rubio, uno nato per tali palcoscenici (10p., 8 assist e 4 rimbalzi) porta il Barcellona là dove merita di essere. OLIMPIAKOS-PARTIZAN BELGRADO 83-80 dts (leggi il tabellino)Cuore, emozioni e spesse dosi di follia da una parte e dall'altra nella sfida tra Olimpiakos e Partizan Belgrado, con i greci che passano dall'inferno al paradiso dopo 45' di autentica passione, gentile concessione di due squadre che, diverse in tutto (budget, filosofia, carattere, rotazioni), hanno regalato un match di assoluto agonismo arricchito da lunghi attimi di succulenta pallacanestro. Alla fine a festeggiare sono i rossi ateniesi, più grossi, lunghi e potenti dei serbi, che escono molto più che a testa alta dall'arena parigina. Già perchè bastava davvero poco per vedere un finale diverso. Specie dopo il 5-0 firmato da Kecman (11) e McCalebb (21) che ha fissato il +2 Partizan a nove secondi dal gong finale disegnando il terrore puro sui volti di Papaloukas e compagni. Salvati dal tap-in volante di Josh Childress (17), abile a capitalizzare una tripla sballata di Teodosic (17). Nel prolungamento, poi, con la fatica in perenne ascesa si è fatta sentire la stazza di Bourousis (9+6) mentre i tiri liberi condannavano Belgrado. Mina vagante del lotto, i serbi hanno spaventato a lungo i più quotati avversari, grazie a un sistema di gioco capace di esaltare singoli come Maric (17, 8 rimbalzi, 3 assist, 3 recuperi, 30 di valutazione) e Vesely (13+10), talenti cristallini che hanno attirato da tempo attenzioni profonde, in Europa come negli Usa. Ma la lista dei campioni a disposizione di Yannakis è troppo lunga anche per i giovani fenomeni slavi. Che alla fine si sono dovuti piegare dinanzi al fuoriclasse Papaloukas, trascinatore nel momento più complesso dei greci (l'inizio), all'esplosività di Childress (astuto a lucrare liberi, specie nel supplementare) e alla sagacia di Lina Kleiza che, senza la sua arma primaria (0/3 dai 6,25), rimedia con una doppia doppia da 19 punti e 11 rimbalzi semplicemente decisiva per centrare quella storica W che i portuali di Atene sperano di bissare domani per ripetere i fasti vissuti a Roma tredici anni fa. 07 / 05 / 2010
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